RADUNO ESTIVO ALLO SCORZONE

13- 14- 15 Luglio ORVIETO

Solo per 40 tartufai con ricerca libera a squadre sul naturale.

Dal 13 al 15 di Luglio si terrà il raduno estivo alla ricerca del tuber Aestivum Vittadini.

Nel corso del Raduno sarà organizzata una gara a squadre tra tartufai sul naturale, grazie agli esperti tartufai dell’Umbria.

Il regolamento della gara su ricerca libera sarà distribuito e spiegato ai partecipanti

Programma della 3 giorni:

Venerdì 13 Luglio 

  • Arrivo ad Orvieto già dal mattino di venerdì presso la struttura ospitante entro le ore 14.30 e sistemazione presso gli alloggi.
  • Ore 16.00 verranno affissi e comunicati ad ogni tartufaio i responsabili delle squadre, i giudici della gara e la composizione delle squadre.
  • Ore 20.00 termine gara e rientro nella struttura ospitante i capi squadra peseranno il raccolto di ogni singolo tartufaio e li sistemeranno in appositi contenitori.
  • Ore 21.30 gambe sotto al tavolo presso il ristorante il Caio per la cena , dopo cena per chi vuole: chiacchiere e digestivi vari a bordo piscina presso una delle strutture del podere, invitiamo come sempre di portare prodotti enogastronomici locali.

Sabato 14 Luglio 

  • Ore 07.00 colazione .
  • Ore 07.30 partenza a squadre per la seconda cerca della giornata fino alle ore 12.00
  • Dalle ore 13.00 alle 15.00 pranzo leggero e pausa fino alle 16.00.
  • Dalle ore 16.00 alle ore 20.00 ancora nei boschi in libera cerca a squadre.
  • Dalle 21.30 a fine serata nottata sotto le stelle, grigliata, porchetta locale cotta a legna, formaggi, insalate e vini locali oltre alla degustazione di prodotti tipici Umbri…

Domenica 15 luglio

  • Ore 07.00 colazione.
  • Ore 08.00 iscrizione alla gara su ring organizzata per tutti a Castiglione in Teverina.
  • Ore 11.30 convegno/dibattito al Museo del Vino di Castiglione in Teverina, con esperti, istituzioni locali e nazionali dal titolo: “Il tartufo una risorsa per i territori”. Evento a cui inviteremo i sindaci della zona, le associazioni, l’Assessore Regionale all’ambiente dell’Umbria ed il Ministro dell’agricoltura.
  • Ore 13.00 Pranzo e premiazione di tutte le gare sia a squadre in libera ricerca, che sul ring.

 

A tutti i partecipanti come associazione verrà dato un ricordo della 3 giorni.

Il costo della 3 giorni è di 250 euro per ogni tartufaio.

I PRIMI 20 CHE SI ISCRIVERANNO ALLA 3 GIORNI ENTRO IL 20 GIUGNO 2018 PAGHERANNO 210 EURO (COMPRESA DI ISCRIZIONE ALL’ASSOCIAZIONE).

I tartufai dell’Umbria iscritti all’associazione che non pernottano ma vogliono partecipare alla gara su libera cerca a squadre e su ring pagheranno 20 euro per tutte e due le gare.

la quota comprende:

  • 2 pernottamenti, venerdì 5 luglio sabato 6 luglio.
  • 2 colazioni
  • 2 pranzi sabato e domenica
  • 2 cene venerdì e sabato

I tartufi raccolti da ogni singolo tartufaio gli verranno restituiti alla premiazione di domenica.

Nel corso della 3 giorni saranno consegnate le tessere a tutti gli associati vecchi e nuovi dell’Associazione Nazionale Tartufai Italiani se ancora non l’hanno ricevuta.

Per i gruppi di almeno 4 persone il costo è di 220 euro a persona per i ragazzi sotto i 14 anni 180 euro.

l’iscrizione alla gare su Ring è di 10 euro.

É possibile pernottare più notti previo pagamento supplementare per chi volesse abbinare una vacanza in questo posto meraviglioso.

Informazioni e prenotazioni:
assotartufai@gmail.com
Riccardo Germani 3382358196

LETTERA AL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI GIAN MARCO CENTINAIO

Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali.

GIAN MARCO CENTINAIO

Oggetto: richiesta di audizione parlamentare urgente ed invito all’assemblea nazionale dell’Associazione Nazionale Tartufai Italiani del 7 luglio ad Orvieto.

  Spett.le Ministro le scrivo in qualità di Presidente dell’Associazione Nazionale Tartufai Italiani.

Abbiamo attentamente letto il contratto di Governo sui punti che riguardano il suo Ministero e riteniamo fondamentale mettere a disposizione le nostre competenze e l’esperienza che ci lega a questo nostro profumato mondo del tartufo affinché si arrivi, in tempi brevi, alla riattivazione del tavolo di filiera istituito con Decreto Dipartimentale n. 87134 del 23 novembre 2016 ma non solo.

Il nostro paese ha bisogno di una nuova legislazione che superi, migliori e rivisiti la legge 752 del 1985 e che finalmente valorizzi il Made in Italy come voi scrivete nel programma di Governo.

Il tartufo è un’eccellenza unica al mondo che si trova in tutte le regioni d’Italia e di cui siamo i fortunati custodi.

Tra le nostre priorità:

– la valorizzazione del tartufo italiano rispetto al massiccio ingresso di prodotto estero, citando nelle confezioni di tartufo trasformato o fresco in vendita, la provenienza del prodotto, attraverso una corretta etichettatura;

– la tracciabilità della filiera del tartufo a garanzia dei raccoglitori, dei produttori e dei consumatori,

– l’emergenza del sommerso con una fiscalità semplice, chiara e che non penalizzi l’hobbista;

– la gestione dei territori tartufigeni per mantenere e ampliare le aree di produzione spontanea.

Come Associazione Nazionale Tartufai Italiani, Le chiediamo un incontro per esporre le nostre proposte con i nostri esperti e rappresentanti scientifici, così da poter dare un contributo competente e appassionato, sulle questioni secondo noi non più rinviabili, partendo dalla conditio sine qua non che:

 la raccolta dei tartufi deve rimanere libera nei boschi, nei terreni incolti e lungo i corsi d’acqua così come stabilito dall’art.3 della legge 752/85;

 il patrimonio tartufigeno deve essere tutelato e protetto con la corretta gestione del territorio e con il contributo di conoscenza e saperi di cui le Associazioni regionali e territoriali dei tartufai sono portatori anche per quanto riguarda la compilazione dei calendari di apertura e chiusura della stagione e l’utilizzo Dei proventi delle tasse legate all’abilitazione del tesserino di raccolta;

 la provenienza dei tartufi deve essere tracciata;

 la fiscalità deve essere agile ed equa e riconoscere il carattere hobbistico che la cava dei tartufi ha per molti soggetti;

 i contributi regionali versati per i tesserini di abilitazione devono essere uguali per tutte le regioni;

 Le regioni, per conseguire i mezzi finanziari necessari per realizzare i fini previsti dalla presente sono autorizzate ad istituire una tassa di concessione regionale annuale, ai sensi dell’articolo 3 della legge 16 maggio 1970, n. 281, per il rilascio dell’abilitazione di cui all’articolo 5, pari a 100 euro e valido per accedere alla raccolta in tutte le regioni d’Italia. Il versamento sarà effettuato in modo ordinario sul conto corrente postale intestato alla tesoreria della regione.

 Le superfici delle tartufaie controllate devono avere un limite provinciale calcolato sulla percentuale di territorio vocato e riconosciuto dalle associazioni territoriali e regionali per non compromettere la libera ricerca, i piani di miglioramento devono essere redatti da professionisti aventi titolo.

 Abolizione della tabellazione dei terreni vocati dei piccoli Comuni in quanto lesive della legge nazionale recepita dalle Regioni e che attraverso gli “usi civici” stanno penalizzando la libera ricerca dei tartufai, a vantaggio di poche famiglie residenti rispolverando un decreto regio del 1908;

 Le aliquote fiscali devono essere differenziate per i raccoglitori occasionali riconoscendo una esenzione entro la soglia di 7.000 euro e i raccoglitori professionali sopra la soglia di 7.000.

Certi del vostro interesse e sicuri che ci verrà concessa una audizione  e la possibilità presso il Ministero in tempi brevi le porgiamo i nostri più delicati e profumati Auguri di buon lavoro.

Rinnovandole l’invito a partecipare alla nostra assemblea nazionale portando un suo saluto e l’impegno del suo Ministero ad ascoltare e trovare soluzioni che vanno verso il riconoscimento di tutela del territorio e delle eccellenze che rappresenta il   Tartufo Italiano e i tartufai, la aspettiamo ad Orvieto.

 

Riccardo Germani

Associazione Nazionale Tartufai Italiani

CANTINE APERTE AD ORVIETO

TORNIAMO A TARTUFARE A MARINA DI GROSSETO

6- 7 -8 – aprile – SOLO PER 25 TARTUFAI

“Raduno di Primavera” 6-7-8 aprile 2018

alla ricerca del TUBER BORCHII VITTADINI

( bianchetto o marzuolo )

6-7-8- 2018 raduno alla ricerca del bianchetto/marzuolo a Marina di Grosseto.

QUEST’ANNO vista la bellissima partecipazione al raduno di marzo, e le pressioni che ci sono state fatte da chi ha pagato la caparra ma per colpa della neve non ci ha raggiunto… abbiamo deciso di replicare il raduno di primavera.

  • Il costo della 3 giorni è di 200 euro a persona.
  • per i tesserati 180.
  • 50% per i ragazzi accompagnati fino 12 anni.

La quota comprende oltre l’alloggio e il riscaldamento, le lenzuola gli asciugamani e l’occorrente per la prima colazione che troverete in casa.

  • Nella quota di partecipazione è prevista anche l’iscrizione all’associazione nazionale tartufai italiani.
  • Per chi arriva il sabato è di 140 euro a persona
  • 50% per i ragazzi fino a 12 anni per i tesserati 120.
  • Per gruppi di almeno 4 persone il costo è di 160 euro a persona per i tesserati.
    180 per i nuovi tesserati e vale solo per i 3 giorni.
  • il numero dei partecipanti è di un massimo di 25 persone-

Per le indicazioni e per prenotazioni scrivere a:

assotartufai@gmail.com chiamare Fulvio 3935371419 o Riccardo3382358196 vi verranno date tutte le informazioni e vi manderemo tutte le informazioni la posizione gps per arrivare e il codice IBAN per la prenotazione.

CANI E TARTUFI: UNO SPECIALE WEEK END DA NON PERDERE

24 E 25 MARZO 2018

L’Associazione Nazionale Tartufai Italiani presenta una collaborazione con il Centro Cinofilo Etologigo “Porta della Langa” per uno specialissimo week end tutto dedicato ai tartufi.

Lo stage, riservato ai soli iscritti per l’anno in corso, prevede due interessanti giornate alla scoperta ed approfondimento del mondo del tartufo in un coinvolgente percorso teorico pratico con i nostri istruttori, coordinato per l’Associazione dal nostro Vice Presidente Fuvio Griffa.

Informazioni: 333.6630789 – 393.5371419 – 392.5514585

Iscrizioni: daniel.ossino(at)gmail.com

 

La locandina ufficiale:

“Raduno di Primavera” 2-3.4 Marzo 2018

ALLA RICERCA DEL TUBER BORCHII VITTADINI

(bianchetto o marzuolo)
2-3-4 MARZO 2018 raduno alla ricerca del bianchetto/marzuolo
A Marina di Grosseto.
QUEST’ANNO FESTEGGIAMO IL DECENNALE DELL’ASSOCIAZIONE E DEL 1° RADUNO.
E GIA’…. sono passati 10 anni e molti di voi grazie a questa associazione sono diventati esperti tartufai.
Svolgeremo anche quest’anno l’annuale raduno alla ricerca del tartufo bianchetto/marzuolo.
Un’occasione a cui non mancare, quest’anno vi aspettiamo tutti con la voglia di rivederci e dello stare insieme in amicizia nella bellissima pineta della canova II.
L’appuntamento è quello classico tra esperti tartufai e neofiti. E quest’anno davvero arriveranno delegazioni da tutta Italia portandoci un vento di rinnovamento e sopratutto grazie alla nascita delle sedi regionali dell’associazione conosceremo nuovi amici nello spirito che da sempre ha contraddistinto il raduno e la nostra associazione, lo stare insieme in amicizia a tartufare e la tutela del patrimonio tartufigeno.

Tutti assieme in una cornice fantastica come solo quel luogo ci ha sempre regalato a ricercare tartufi in una pineta in riva al mare, scambiarsi consigli e insegnare trucchi ai neofiti. Naturalmente sarà L occasione per far esercitare i cuccioli alle loro primi buche.

IL PROGRAMMA

VENERDI’ 2 marzo
  • h 09:00 ritrovo e sistemazione negli alloggi
  • h 10:00 uscita libera per far sgranchire i cani dal viaggio all’intero dei 220 ettari della proprietà
  • h 13.00 pranzo buffet nel meraviglioso giardino della casa padronale.
  • h 15:00 primo approccio guidato da Fulvio Il nostro addestratore cinofilo E.N.C.I per i cuccioli in un percorso didattico di un ettaro riservato esclusivamente ai cuccioli
  • h 15:00 gli esperti vanno a caccia di tartufi
  • h 18:00 conferenza/aperitivo e illustrazione del lavoro svolto al Ministero in materia di tartufi a cura della Dott.ssa Gabriella Di massimo Responsabile Scientifico Associazione Nazionale Tartufai Italiani.
  • H 21:00 cena “La famosa cena del venerdì” come ogni anno il venerdì la cena sociale è a base di pesce acquistato dai pescatori della zona, grigliate e non solo, tante delizie portate dai soci delle diverse regioni d’Italia e ci auguriamo dall’Europa, cotte alla brace nel grande camino centrale nella casa padronale! Annaffiato da vini locali e regionali.
SABATO  3 MARZO
  • dall’alba uscita libera per chi vuole andare a tartufare.
  • h 09:00 in poi accoglienza e sistemazione per chi partecipa dal sabato
  • h 9:30 raduno di tutti i tartufai ed uscita breve presentazione della gara che si svolgerà all’interno di una tartufaia attigua alla struttura che comunque verrà tenuta chiusa fino al sabato.
  • h 10:30 GARA DI LAVORO IN CERCA LIBERA. ad ogni concorrente verrà consegnata una busta con il proprio nome dove verranno raccolti e pesati i tartufi raccolti.
  • h 13:00 aperitivo sociale con pranzo a buffet a base di specialità ( sono ben accette tutte le specialità locali che ognuno ha piacere di portare da far assaggiare e condividere con tutti i soci come tradizione.)
  • h 15:00 uscita a tartufi libera in tartufaie all’interno della struttura
  • h 17:00 gara per i cuccioli e seconda lezione di Fulvio Griffa di introduzione per i neofiti.
  • h 18:30 Aperitivo e presentazione delle sedi Regionali dell’associazione, gli scopi, il consolidamento e la crescita dell’associazione a difesa del patrimonio tartufigeno Italiano
  • h 21:00 cena pasta vari sughi per carnivori, vegetariani e vegani “ grigliata di carni varie e di verdure di stagione” e specialità locali a base di tartufo augurandoci di trovare morchelle e asparagi da accompagnare al tartufo. ( grigliata di carne cotta nell’enorme barbecue della casa!)
DOMENICA 4 Marzo
  • h 09:00 ritrovo collettivo alla reception e seconda uscita nelle tartufaie attigue con libera cerca
  • h 12:00 pesa dei tartufi rinvenuti e consegna dei premi per tutti i partecipanti.
  • h 13:30 per chi vuole si va pranzo in un ristorante della zona.

NON MANCATE

Il costo della 3 giorni è di 200 euro a persona per i tesserati 180, 50% di sconto per i ragazzi accompagnati fino 12 anni.
La quota comprende oltre l’alloggio e il riscaldamento, le lenzuola gli asciugamani e l’occorrente per la prima colazione che troverete in casa.
Nella quota di partecipazione è prevista anche l’iscrizione all’associazione nazionale tartufai italiani e l’assicurazione per il 2018 del proprio cane.
Per chi arriva il sabato è di 140 euro a persona 50% per i ragazzi fino a 12 anni per i tesserati 120.
Per gruppi di almeno 4 persone il costo è di 160 euro a persona per i tesserati e di 180 per i nuovi tesserati e vale solo per i 3 giorni.
Il numero dei partecipanti è di un massimo di 50 persone.
Per i primi 20 che si iscrivono entro il 10 febbraio per tutti e 3 giorni in regalo il gilet trisacca del tartufaio dell’Associazione Nazionale Tartufai Italiani che chi vuole può acquistare a 50 euro.
Per le indicazioni e per prenotazioni scrivere a:
tartufoturismo@gmail.com oppure assotartufai@gmail.com chiamare Fulvio 3935371419 o Riccardo 3382358196 vi verranno date tutte le informazioni
Vi manderemo tutte le informazioni la posizione gps per arrivare e il codice IBAN per la prenotazione.

É NATA LA SEDE REGIONALE DELLA BASILICATA

E’ nata la sede regionale della Basilicata dell’Associazione Nazionale Tartufai Italiani.

A darne annuncio sono Antonio Manfreda e Leonardo Cipolla, rispettivamente Presidente e Vice Presidente della sede regionale che si trova a Potenza in Via tirreno 7.

Da questo momento i tartufai della Basilicata avranno uno strumento in più in difesa e a tutela del territorio oltre del suo patrimonio tartufigeno.

Uno strumento in mano ai tartufai con lo scopo anche di sensibilizzare, attraverso manifestazioni culturali il rispetto e la tutela dell’Habitat del tartufo e degli alberi da tartufo come patrimonio della regione Basilicata.

L’adesione all’associazione si potrà fare compilando il modulo nazionale che e’ nel sito www.assotartufai.it

Una sede Regionale in stretta relazione e collaborazione con l’associazione nazionale tartufai italiani www.assotartufai.it che e’ presente al tavolo di filiera del tartufo presso il Ministero dell’agricoltura e foreste e che si batte affinché la millenaria passione non diventi solo business ma ne conservi la tradizione, lo spirito di amicizia tra tartufai e si batte a difesa della tracciabilità e della libera cerca collaborando con i cittadini e agli amministratori locali e nazionali.

Ci auguriamo che altri tartufai si costituiscono all’interno della nostra associazione e’ il commento di tutto il direttivo nazionale che abbracciano e danno il benvenuto agli amici della Basilicata.

Per adesioni e informazioni
Antonio Manfreda 33202515349
Leonardo Cipolla 3355891576

 

Per il direttivo nazionale
Riccardo Germani, Fulvio Griffa, Roberto de Crescenzo, Antonella Montelli.

Targato CN – 19/10/2017 – Il tartufo bianco tra proteste, leggi e tracciabilità: quale strada e quale futuro per il tuber magnatum pico? (VIDEO)

La parola a Riccardo Germani, presidente dell’Associazione Nazionale Tartufai Italiani, a favore della tracciabilità. E ancora, l’intervento dell’eurodeputato Alberto Cirio, che aveva difeso la protesta di Alba

Sono mani sapienti, segnate dalle notti insonni ma anche devote alla madre terra. Sono uomini in bilico tra leggenda e tradizione, tanto misteriosi quando reali. La magia inizia indossando la mantella e il capello. Fido che s’avvicina e via ad una nuova avventura tra i boschi. La fiaba prosegue agli occhi vigili della civetta e, solo con il profumo della rugiada e l’incombere del sole, s’interrompe, come i rintocchi della mezzanotte per Cenerentola. Questo non è solo il mestiere del trifolao, è la sua passione. È la ricerca del pregiato tubero: narrato, bramato, gustato e goduto.

Ma la fiaba a un certo punto si ferma. L’aura magica non può, e forse non deve, animare le tavole della politica e del commercio, tra legislazioni, obblighi, oneri e onori. Al cliente, che sia al ristorante o ai mercati, più o meno grandi, è necessario, insieme alla poesia, garantire la tracciabilità, e quindi la qualità, del noto Tubero.   Sul tema, nel corso degli anni, dai dibatti locali a quelli europei, si sono espresse le più alte cariche amministrative, rappresentanti di associazioni di categoria e commercianti.

Nel corso dell’inaugurazione dell’87 edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba (lo scorso 6 ottobre), si è svolta una protesta. A scaldare gli animi è proprio la nuova legge sul tartufo, concepita nell’ottica di porre il primo tassello per la tracciabilità. Dalla parte dei manifestanti anche l’Eurodeputato Alberto Cirio. Riportiamo le sue parole: “La nuova normativa distrugge un equilibrio che durava da anni. Per la prima volta, dopo tanti anni, ci sono i commercianti che protestano contro il governo e fanno bene. La nuova riforma crea ancora più caos”.

TargatoCn ha così scelto di incontrare Riccardo Germani, presidente dell’Associazione Nazionale Tartufai Italiani insieme a Fulvio Griffa, vicepresidente della stessa e presidente per il Piemonte. Sono stati così affrontati i temi relativi alla legislazione, tracciabilità e garanzie. “Purtroppo il consumatore non ha ancora grandi tutele per quanto riguarda la tracciabilità. Noi ci stiamo battendo affinchè il consumatore ritrovi il suo ruolo all’interno della filiera. Crediamo infatti che le fatture d’entrata dovrebbero essere esposte sul banco. Oggi il tartufaio vuole essere garante della tracciabilità. Il tartufo è un prodotto da valorizzare”.

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Typi – 06/10/2017 – Tartufo bianco, quantità scarsa e prezzi alle stelle

6 ottobre 2017

Tartufo bianco, quantità scarsa e prezzi alle stelle

Prezzi alle stelle per il tartufo bianco a causa della scarsa quantità raccolta, in attesa che le piogge di novembre migliorino la situazione dopo la siccità e gli incendi nei boschi di quest’estate. Per le pezzature di prima qualità, si potrà arrivare anche a più di 7.000 euro al chilo. Lo prevede Riccardo Germani, presidente dell’Associazione Nazionale tartufai italiani. “Quest’anno il prezzo del tartufo italiano bianco potrebbe sfiorare anche gli 8.000 euro al kg per pezzature medio piccole – spiega infatti il presidente – e potrebbe essere una stagione peggiore del 2007 quando il prezzo, a causa della carenza di pezzature importanti, salì a quasi 7.000 euro al kg”.

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Typi – 05/10/2017 – Tartufi: produzione scarsa, è allarme falsi

5 ottobre 2017

Tartufi: produzione scarsa, è allarme falsi

di Olga Capobianchi

Prezzi alle stelle per il tartufo bianco (Tuber Magnatum Pico) a causa della scarsa quantità raccolta, in attesa che le piogge di novembre migliorino la situazione dopo la siccità e gli incendi nei boschi di quest’estate. Per le pezzature di prima qualità, si potrà arrivare anche a più di 7.000 euro al chilo. Lo prevede Riccardo Germani, presidente dell’Associazione nazionale tartufai italiani: “Quest’anno il prezzo del tartufo italiano bianco potrebbe sfiorare anche gli 8.000 euro al kg per pezzature medio piccole – spiega infatti il presidente – e potrebbe essere una stagione peggiore del 2007 quando il prezzo, a causa della carenza di pezzature importanti, salì a quasi 7.000 euro al kg”. I prezzi del tartufo nero sono molto differenti e vanno dai 30 ei 250 euro al chilo, fino ad un massimo di circa 700 euro per il pregiato. Questo anche perché il tartufo bianco non si può coltivare (cresce solo spontaneamente), mentre il nero sì. In ogni caso, anche il tartufo nero, nelle sue sette specie, ha risentito delle scarse precipitazioni di questi mesi. Con il tartufo nero estivo finito, ora è il momento, per i circa 200.000 raccoglitori italiani, di andare alla ricerca del tartufo nero pregiato, del brumale e dell’uncinato.

LA RACCOLTA – “Avevo fatto un appello ai presidenti delle Regioni interessate e al ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, per chiedere di posticipare le date della raccolta ma non ha risposto nessuno – racconta Riccardo Germani – la stagione è stata aperta comunque senza alcun rinvio. I tartufi stanno uscendo adesso dopo le prime piogge di settembre ma hanno sofferto la siccità e sono di piccole, medie dimensioni. In questo momento il tartufo italiano non c’è proprio. La mia esperienza personale come esempio. Siamo usciti in tre e con quattro cani e, in tre giorni, abbiamo appena raccolto 150 gr, mentre in genere si fa un chilo, chilo e mezzo. Il tartufo è un fungo che senza acqua non cresce. La maturazione avviene in un mese e se il tartufo non trova l’acqua la cerca in profondità soffrendo. Se apriamo in questo momento un tartufo bianco, il suo interno non appare bianco come dovrebbe essere ma sul rossiccio. Oltre alla siccità, gli incendi hanno fatto il resto. Basti pensare a quello che è successo in Abruzzo”.

I FALSI TARTUFI ITALIANI – “Ai problemi legati al tempo, si aggiungono vecchie situazioni –  sottolinea il presidente, che si dichiara tra l’altro contrario alle coltivazioni e alla concessione di terreni ad associazioni – come il fatto che non esista una normativa che distingua il tartufo spontaneo da quello coltivato. Non essendo obbligatoria poi la tracciabilità per i tartufi, sul mercato si trovano i falsi prodotti italiani. Chiunque può andare in Slovenia, Bulgaria, Romania o in altri Paesi e tornare con tartufi che poi vengono spacciati come nostri”. Germani chiude con un’osservazione sull’imminente Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba: “E’ lecito chiedersi, secondo noi, quali tartufi bianchi ci saranno e da dove verranno, visto l’attuale scarsità del prodotto”.

L’ESPERTA – “La raccolta del tartufo bianco è partita in tutte le regioni ed effettivamente i tartufi bianchi in questo periodo non ci sono perché non si possono coltivare ma solo proteggere con la tutela delle aree in cui fortunatamente ancora si trovano – conferma l’agronoma Gabriella Di Massimo, componente del Tavolo tecnico del tartufo presso il Ministero delle politiche alimentari e forestali –  probabilmente compariranno verso la fine di novembre grazie alle piogge che ci sono state a settembre. Diverso il discorso sul tartufo nero pregiato, specie in via di estinzione, ma che si riesce a coltivare con successo in Italia, Francia, Spagna, persino in Australia”.  Anche la dottoressa Guerrieri interviene sui falsi italiani: “Il fatto è che non abbiamo una legislazione e questo vuoto pone problemi sia a chi fa i controlli sia a chi si occupa della trasformazione di questo prezioso prodotto. La tracciabilità per gli alimenti è obbligatoria ma per il tartufo non è così ed è assurdo. Stiamo lavorando ad un tavolo ed esiste un disegno di legge ma non se ne viene a capo”, conclude l’esperta.

LA COLDIRETTI – Alcuni dati sui tartufi provengono da una recente nota della Coldiretti che fa riferimento al 2016, quando sarebbero stati importati in Italia oltre 7 milioni di chilogrammi tra funghi e tartufi freschi, dei quali 2,5 milioni di chili dalla Polonia e oltre 2 milioni dalla Romania, per un valore complessivo di 41 milioni di euro. Ben 11 milioni di euro avrebbero riguardato i tartufi per un quantitativo di 167.000 chili. “Un commercio dietro il quale – si legge nella nota della Coldiretti – in mancanza di norme trasparenti sull’obbligo di indicare in etichetta l’origine, si sono nascosti inganni e truffe come dimostrano le numerose operazioni messe in atto dalle forze dell’ordine. Nel 2016, sui 58 controlli nel settore della commercializzazione di tartufo, sono state notificate 9 notizie di reato e 11 contestazioni amministrative da parte dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, con diffuse irregolarità di etichettatura e nell’osservanza degli obblighi di rintracciabilità. La prossima battaglia riguarda i prodotti trasformati dove purtroppo c’è ancora poca trasparenza e quindi è urgente un intervento legislativo chiarificatore. Sono infatti notevolissimi i volumi di prodotti importati destinati alla trasformazione (oltre 1,3 milioni di chilogrammi di funghi e tartufi secchi, tritati, in polvere, etc.), spesso spacciati per italiani e con l’utilizzo di sostanze aromatizzanti che si sostituiscono o si affiancano al prodotto richiamato in etichetta, con poca chiarezza nei confronti dei consumatori”.

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