NESSUNA GARANZIA PER LA PROVENIENZA DEL TARTUFO ALLA FIERA DI ALBA

Chi garantirà la provenienza del tartufo nella fiera internazionale di Alba?

COMUNICATO STAMPA

Alla Presidentessa della Fiera internazionale del Tartufo di Alba
Liliana Allievi

Alla stampa locale e nazionale.

Il 7 di ottobre si apre la fiera internazionale del tartufo bianco di Alba e come operatori del settore e appassionati di questa millenaria tradizione vogliamo evidenziare alcune problematiche non di poco conto e per cui chiediamo chiarimenti prendendo parola nella certezza di una vostra risposta, certi che stiamo parlando della stessa cosa e non di “Tartufo” abile truffatore nella commedia di Moliere…

I nostri associati tutti tartufai a qualsiasi latitudine del territorio nazionale dal Piemonte alla Basilicata, dalla Lombardia al Molise, solo per citarne alcuni, ci stanno informando della scarsità nei ritrovamenti del Tuber Magnatum Pico ovvero il Tartufo Bianco di Alba principe della vostra ineguagliabile fiera,  ma soprattutto ci dicono che stanno facendo scarsissimi ritrovamenti  di pezzature al di sotto della media e spesso con evidenti segni  dovuti alla sofferenza della siccità.

È un dato inequivocabile che ad oggi a 15 giorni dall’apertura della stagione in Piemonte la borsa di Asti, che da indicativamente i prezzi del tartufo al cavatore distinguendo i prezzi a seconda delle pezzature e dell’annata, ancora non ha materialmente dato nessuna indicazione sul prezzo.

Un prezzo che, secondo tutti gli addetti ai lavori, a questo punto della stagione non potrà, a meno che non cambino le condizioni di raccolta, essere inferiore alle 4.000 euro al kilogrammo al cavatore se vogliamo mangiare Tartufo Bianco pregiato Italiano.

Come Associazione Nazionale Tartufai Italiani siamo purtroppo sempre stati snobbati dalla vostra associazione e dalla vostra fiera, probabilmente per le nostre prese di posizioni all’interno del tavolo Ministeriale del tartufo dove da anni ci battiamo per la valorizzazione del patrimonio tartufigeno italiano chiedendo una legislazione che tuteli anche l’acquirente e l’inconsapevole consumatore di stellati ristoranti, in una parola sola ci siamo sempre battuti per la tracciabilità cosa che voi ancora tentennate nel garantire nella vostra fiera e che vi darebbe un’enorme lustro se proprio ad Alba venisse raccolta questa proposta.

Sarebbe facile, basterebbe informare gli inconsapevoli turisti della fiera dando informazioni e certificando la provenienza del tartufo indicando la regionale e perché no anche il cavatore come dovrà essere dal 1 gennaio 2017.

Salutandovi profumatamente, vi informiamo che quest’anno non metteremo come lo scorso anno la molletta al naso per venire ad Alba a denunciare l’ennesima occasione mancata di far esporre i tartufai italiani con i prodotti delle loro regioni.

Ci auguriamo solamente  che voi informiate gli avventori della inimitabile fiera sulla certificazione e provenienza dei tartufi in esposizione,

Riccardo Germani
Associazione Nazionale Tartufai Italiani.