A RISCHIO LA STAGIONE DEL TARTUFO ITALIANO

COMUNICATO STAMPA

Al Ministro dell’Agricoltura

Maurizio Martina

e p.c. ai Presidenti delle Regioni:
Piemonte
Lombardia
Marche
Basilicata
Abruzzo
Toscana

Comunicato stampa

La politica intervenga immediatamente se quest’anno si vuole mangiare tartufo italiano, vanno posticipati i calendari di apertura della stagione.

Questo è quanto dichiarato da Riccardo Germani, Presidente dell’Associazione Nazionale Tartufai Italiani:

“La grave siccità che ha colpito il nostro paese con scarsissime precipitazioni di pioggia dal 1 giugno al 31 agosto, gli ingenti danni causati da imbecilli piromani che andrebbero processati per reato contro l’umanità sottraendoci ossigeno e frescura bruciando i boschi,  ci danno in modo amplificato ed inquietante una quadro preoccupante per tutti gli addetti del settore, tartufasi, trasformatori, commercianti e golosi di questa millenaria prelibatezza.

La stagione del TARTUFO ITALIANO E’ COMPROMESSA, questa è la realtà continua Riccardo Germani  se non si interviene urgentemente, rispettando il ciclo biologico del tartufo,  che quest’anno è palesemente in ritardo.

Ben sanno gli anziani tartufai che quando la vendemmia è in anticipo e quest’anno le uve che si raccoglievano a metà settembre sono state raccolta ad iniziare dal 20 agosto i tartufi sono in ritardo.

Sciagurato invece chi crede che i calendari posso essere sempre gli stessi o addirittura anticipati anno dopo anno senza prendere in considerazione gli eventi atmosferici dovuti anche al cambiamento climatico o all’eccezionalità delle stagioni.

Scendendo nel tecnico: Le ife, che sono “le radici del tartufo”, in questo momento non hanno nutrimento e nonostante siano presenti in grande quantità da rilevamenti fatti in microscopia sono ferme perché non hanno nutrimento e rischiano di morire in tutti i terreni vocati al Bianco Pregiato del paese perché l’assenza di terreno umido attraverso le piogge non gli da la possibilità di sviluppare il tartufo e se non vengono lasciate a riposo almeno per un mese rischiano di non potersi più nutrire e quindi compromettere definitivamente la stagione del tartufo.

Non è una minaccia quella del presidente dei Tartufai Italiani ma quest’anno il prezzo del tartufo Italiano potrebbe sfiorare anche gli 8.000 euro al kg per pezzature medio piccole  se non si interviene rispettando il ciclo biologico del tartufo.

Infatti sono in molti a scommettere  che sarà una stagione peggiore  del 2007 quando il prezzo a causa della carenza e di pezzature importanti salì a quasi 7000 euro al Kg.

I funghi, perché di questo si tratta quando parliamo di tartufo, hanno bisogno di umidità e di terreni bagnati dalle piogge e di un periodo di almeno un mese di germinazione dalle prime piogge che sembrerebbero arrivare ameno  nel nord Italia il 1 settembre.

L’Umbria è stata in questo momento l’unica regione saggia a far aprire la stagione al 10 ottobre.

In questo momento in tutto il paese il terreno è secco e duro e quindi non c’è alcuna speranza di sviluppo del prezioso tartufo, se non quella di raccogliere tra qualche settimana qualche fiorone pieno di larve se non viene posticipata l’apertura in tutto il paese almeno al 1 ottobre così da permettere ala rete di IFE di formare i tartufi.

I tartufai sono pronti a certificare la tracciabilità del tartufo Italiano e a metterci la faccia, conclude il Presidente Riccardo Germani  chiedono però a questo punto che venga imposta la provenienza di tutto il tartufo che verrà importato in Italia per salvare la faccia a chi non  vuole la tutela del Tartufo Italiano.

Riccardo Germani
Presidente Associazione Nazionale tartufai Italiani
Tel. 3382358196