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Ora sei in: Home Associazione Comunicato stampa #1 - Terfezie

COMUNICATO STAMPA

Alla stampa Locale e Nazionale.
al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia
Ai Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari

AMBIENTE: 300 KG di terfezie in arrivo dal Marocco

È LA DENUNCIA DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE TARTUFAI ITALIANI

Sul  portale dell'associazione Nazionale Tartufai Italiani: http://www.assotartufai.it la denuncia  del  presidente dell’associazione,  Riccardo Germani:  “ da oggi rischiamo di portare sulle tavole degli Italiani un prodotto sintesi di frode alimentare, se le autorità competenti non  intervengono  velocemente".

Sembrerebbe, infatti, che allo scalo romano di Fiumicino proprio il 15 febbraio stiano per sdoganare 300 kg. di terfezie provenienti dal Marocco con destinazione Salerno.

Molti commercianti di tartufi nei giorni scorsi sono stati contattati da una ditta marocchina con sede a Fez (Marocco) se interessati alle terfezie da commercializzare come tartufi.  

"Vogliamo essere messi a conoscenza di che fine faranno queste terfezie e - continua Germani - se dietro c'è qualche multinazionale alimentare".

Le terfezie  sono dei simpatici funghi ipogei simili ai nostri tartufi, che crescono ai margini del deserto marocchino, sotto gli arbusti. Facili da trovare, a dir poco concorrenziali nei prezzi.

La loro qualità non è nel gusto ma nell'essere molto porosi e quindi pronti ad assorbire gli odori altrui. Facilmente utilizzabili per frodi alimentari, infatti, una volta mischiati con  altri tartufi veri, nello specifico con il Boorchii Vittadini - il marzuolo -, oppure come nel maggiore dei casi con bismetilthyometano, un derivato del petrolio con cui vengono realizzati alcuni "famosi" oli al tartufo, prendono l'odore del tartufo. 

Già gli italiani quando comprano un olio al tartufo dove c'è scritto "contiene aroma di tartufo" stanno bevendo olio e petrolio, adesso rischiamo di mangiare terfezie corrette al petrolio come tartufi o trasformati in vasetti come condimento al tartufo? 

"Sarà così sempre più difficile  riavvicinare i consumatori alla familiarità con il tartufo, risorsa unica e insostituibile del nostro patrimonio naturale e culturale” spiega Germani: "Come Tartufai, abbiamo deciso di consorziarci  in un'associazione nazionale per difendere le nostre tradizioni, difendere i consumatori dalle frodi alimentari e diffondere, con il nostro esempio e con le nostre iniziative, il rispetto della natura, la difesa delle tartufaie e della nostra amata terra".

"Inoltre, bisogna  riavvicinare i cavatori di tartufi con i consumatori, difendendo i prodotti Italiani, la loro genuinità; oltre ad essere importante è determinante per l’immagine del nostro Paese e noi tutti abbiamo il dovere di difenderli riavvicinando  la filiera e dando la possibilità agli italiani di rimettere sulla propria tavola il tartufo, come alimento genuino, sano e non solo di lusso". 

Ufficio.Stampa: 3382358196 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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